Le lingue cananee costituiscono un ramo delle lingue semitiche della famiglia lingue afroasiatiche parlate dagli antichi popoli della regione di Canaan.
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| Lingue cananaiche | |
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| Parlato in | Mediterraneo orientale |
| Tassonomia | |
| Filogenesi | Lingue afro-asiatiche Lingue semitiche Lingue semitiche centrali Lingue semitiche centrali meridionali |
| Codici di classificazione | |
| Glottolog | cana1267 (EN)
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| Manuale | |
Le lingue cananee si estinsero tutte all'inizio del primo millennio della nostra era, eccetto la lingua ebraica che continuò, nell'uso letterario e religioso, ad essere utilizzata dagli ebrei, e venne ripristinata come lingua parlata abitualmente, nel XIX secolo da Eliezer Ben Yehuda.
I fenici (in special modo l'espansione cartaginese) diffusero la loro lingua cananea in tutto il Mediterraneo occidentale per lungo tempo, ma alla fine scomparve anch'esso, benché fosse riuscito a sopravvivere di più in molte colonie, che nella Fenicia medesima.
Le principali fonti per lo studio delle lingue cananaiche sono la Bibbia ebraica (Tanakh), ed alcune iscrizioni come:
Le iscrizioni cananaiche extrabibliche sono state raccolte, insieme a quelle in aramaico, nel libro Kanaanäische und aramäische Inschriften, cui si può far riferimento come "KAI n"; per esempio, la Stele di Mesha è "KAI 181".
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 33375 · LCCN (EN) sh85019277 · GND (DE) 4226414-5 · BNF (FR) cb12304210s (data) · J9U (EN, HE) 987007283214805171 (topic) |
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